Gli affitti brevi  stanno davvero cannibalizzano il mercato immobiliare di Milano? La verità che (forse) non ti hanno detto..

8/25/2025 / 3 comments / Milano / Bruno /

Negli ultimi anni, a Milano e non solo, si è raccontata una storia che suona più o meno così: gli affitti brevi stanno divorando il mercato, rendendo impossibile trovare una casa in affitto tradizionale.

Bella narrazione, funziona bene sui titoli dei giornali e fa paura a chi cerca un bilocale in città.
Ma la verità, quella che emerge dai numeri ufficiali, è molto diversa.

Un report di Aigab (Associazione italiana dei gestori degli affitti brevi), citato dal Corriere della Sera, smonta pezzo per pezzo il mito del “mostro Airbnb” che si mangia Milano.


Quanti sono davvero gli affitti brevi a Milano?

Partiamo dai numeri.
A luglio 2025, secondo i dati Istat, AirDna e Inside Airbnb, gli annunci di case in affitto breve a Milano erano 14.916.

Sembra tanto? Guarda meglio:

  • sul totale delle 809.990 abitazioni della città, rappresentano appena l’1,8%;
  • se guardiamo alle case sfitte (109.404, cioè il 13,5% del totale), la quota di affitti brevi arriva al 13,6%.

Nel frattempo, gli appartamenti affittati con il classico contratto 4+4 sono 183.227, il 22,6% delle abitazioni.
Numeri alla mano, quindi, il mercato delle locazioni tradizionali è ben più robusto e tutt’altro che in ginocchio.


Non tutte le case “brevi” lavorano davvero

Altro mito da sfatare: che tutte le case pubblicate su Airbnb e simili siano sempre occupate.
Non è così.

Come ricorda Marco Celani, CEO di Italianway e presidente di Aigab:

  • solo il 43% degli annunci è attivo stabilmente durante l’anno;
  • oltre un terzo appare online per meno del 30% delle notti.

Tradotto: dei quasi 15mila immobili, solo 6-7 mila sono usati con continuità.
Inside Airbnb scende ancora più nel dettaglio: le case sempre online tutto l’anno sono 7.041, cioè appena lo 0,9% delle abitazioni milanesi.

Capito? Altro che cannibalizzazione: parliamo di una nicchia.


Milano guadagna (e tanto) dagli affitti brevi

E ora veniamo alla parte che nessuno sottolinea mai abbastanza: l’impatto economico.

Negli ultimi 12 anni gli affitti brevi hanno generato a Milano:

  • 473 milioni di euro in prenotazioni dirette;
  • quasi 1,9 miliardi se contiamo l’indotto.

Un indotto che significa soldi veri spesi in città:

  • 570 milioni in ristoranti,
  • 513 milioni in shopping,
  • 474 milioni in trasporti,
  • 167 milioni in cultura,
  • 56 milioni tramite agenzie di viaggio.

E non è finita: il 74% di questa ricchezza resta a Milano, portando 294 milioni di IVA, 54 milioni di cedolare secca e naturalmente l’imposta di soggiorno.


La verità senza filtri

La narrativa del “mostro Airbnb che divora Milano” fa comodo, ma non è supportata dai numeri.
La realtà è che gli affitti brevi:

  • sono meno del 2% delle case in città,
  • non svuotano il mercato delle locazioni tradizionali,
  • e soprattutto portano miliardi nell’economia milanese.

Altro che cannibalizzazione.
Gli affitti brevi, se gestiti con intelligenza e regole chiare, sono una leva di competitività e un moltiplicatore di ricchezza.

a Milano, gli affitti brevi non soffocano il mercato immobiliare. Lo alimentano.

Bruno Zappia